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Il territorio dei Campi Flegrei, sito in Campania, è un museo archeologico sui declini dei crateri spenti: terra fertilissima e soleggiata, dal clima mite, affascinante per il paesaggio dolce e vario; si estende per circa 200 km2 a ovest di Napoli, attorno al golfo di Pozzuoli ed è formata da una serie di rilievi vulcanici dell'Antiappennino che culminano nel monte Camaldoli.Il paesaggio presenta una morfologia assai complessa: un'irregolare successione di basse colline e conche crateriche in cu spesso troviamo piccoli laghi. L'attività esplosiva, iniziata verso la fine dell'era terziaria (o cenozoica), è continuata sino ad epoca recente con l'eruzione, per lo più, di ceneri e lapilli (molto modesta è stata l'emissione di lave); continua tuttora soprattutto con emissioni di fumi bollenti (anidride carbonica, vapore acqueo, idrogeno solforato) e ribollimenti di fanghi ad altissima temperatura. I fenomeni sono particolarmente vistosi nella solfatara di Pozzuoli; suggestivo è anche il lago d'Averno, così chiamato perché gli antichi ritenevano che costituisse l'ingresso al regno dei morti, cioè appunto l'Averno.La fascia costiera dal clima molto mite, dai porti accoglienti, dai terreni perlopiù pianeggianti e assai fertili, dalle città aperte agli scambi commerciali, era per i romani la Campania Felix.Miti e culti legati all'oltretomba e a fenomeni magici furono associati nei secoli passati ai Campi Flegrei, il cui nome deriva dal termine greco phlegraios che significa "ardente". A Cuma, vivace colonia greca ed importante centro romano, trovava sede il più famoso oracolo, la Sibilla. Il clima mite e la straordinaria fertilità dei suoli resero nell'antichità tutta la regione dei Campi Flegrei un'area di intenso popolamento e di fiorente agricoltura. Centri di particolare notorietà, oltre ai citati Cuma e Pozzuoli, si trovavano a Bacoli, di fondazione greca, a Baia, celebre per le sue terme e residenza di vari imperatori romani, a Miseno, sul promontorio omonimo, che in epoca romana fu il più munito porto militare sul mar Tirreno, ad Agnano, le cui acque termali erano famose già nell'antichità, a Quarto, in quella che fu la mitica terra dei Ciclopi; qui infatti la mitologia per effetto dei continui fenomeni vulcanici esplosivi, aveva localizzato la lotta dei Giganti contro gli Dei dell'Olimpo.
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